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Passi per aprire un’attività nel commercio

Avviare un’attività commerciale in Italia, in uno dei periodi più critici dal punto di vista economico che la storia ricordi, può portare alla bancarotta oppure al successo. Non basta trovare l’idea giusta, bisogna anche rispondere alla domanda: che tipo di negozio posso aprire per ottenere guadagni e successo?

Per rispondere bisogna prima analizzare tanti fattori, a partire dalla nostra disponibilità economica. Quanto vogliamo investire?

Il problema è semplice, fin troppo, forse: le banche prestano soldi con tassi d’interesse maggiori rispetto al passato e lo Stato chiede ai commercianti tasse che potrebbero spezzare le gambe anche ai più sfrontati ottimisti, nonostante le agevolazioni per i giovani e le potenziali liberalizzazioni (farmacia, tabaccai, eccetera) in fase di avvio.
Detto questo ci sono una serie di domande che chi vuole aprire un’attività commerciale deve rispondere.

Target e locale commerciale

A quali categorie di persone mi voglio rivolgere?
E’ fondamentale trovare una risposta chiara, perché un commerciante in fondo è colui che vende un prodotto ad un altra persona. E perché un potenziale cliente dovrebbe scegliere di acquistare il mio prodotto nel mio negozio e non in quello di un qualsiasi mio concorrente?

Questa prima considerazione fa sorgere un altro quesito essenziale: il locale commerciale che voglio comprare, affittare o che già posseggo in che posizione si trova all’interno della città, e soprattutto rispetto agli altri locali che vendono la stessa cosa?

E’ in centro? Se si, soprattutto se si parla di grandi metropoli, è sempre un vantaggio. Se la risposta è no, allora, bisogna valutare bene e capire se può essere facilmente accessibile dalla clientela. Per esempio, una pizzeria che non dispone di un ampio parcheggio anche se produce la pizza più buona della città verrà sempre evitata da una parte delle persone.

Decidere la categoria di clienti a cui rivolgersi è solo l’inizio, anche perché bisogna considerare i propri interessi, le proprie capacità ed esperienze. Nessuno ha la bacchetta magica, diffidate di chi vi parla con sicurezza. Non c’è un settore, in particolare, tra i tanti, che assicuri guadagno. Se così fosse tutti avrebbero già investito su quello.

 

Analisi della concorrenza
La legge di mercato si basa su domanda e offerta, un negozio otterrà profitto tanto più alta sarà la domanda.
Un esempio: se nella vostra città ci sono dieci pizzerie, perché andarne ad aprire un’altra? Perché la gente dovrebbe andare nella vostra pizzeria appena aperta? Che cosa offrite di diverso?

Ecco, seguendo lo stesso esempio, se ci sono dieci pizzerie ma solo una ha il servizio di consegna a domicilio, sarebbe una buona idea aprire una pizzeria che faccia solo servizio a domicilio, da rendere più veloce e con più servizi rispetto all’altra. Così facendo si crea mercato e competizione.

La pizzeria a cui avete sottratto i clienti si darà da fare per offrire un servizio che voi non avete, per esempio pizza a domicilio fino a mezzanotte, a questo punto sarete voi a rispondere al colpo appena subito e farete servizio a domicilio 24 ore su 24.

Questo è il mercato e la competizione. Solo così si fanno guadagni, offrendo quello che gli altri non possono offrire. Non è semplice, certo, è quasi un’arte ma a volte anche un colpo di fortuna.

Non esiste dunque un’attività economica sicura, tutto è relativo. Se avete intenzione di “rischiare” e investire, dovete valutare bene tutte queste componenti. E’ consigliabile anche affidarsi ad un’agenzia immobiliare, su internet ce ne sono tante, sceglierla con cura, per prendere visione dei locali in vendita o in affitto nella città in cui volete investire.

Dopo di che, analizzate tutto attentamente, scannerizzate la città, contate quante attività, simili a quella che volete aprire voi, ci sono già. Come sono dislocate che servizi offrono, qual è la particolarità che le rende uniche, che le differenzia l’una dall’altra, dopo di che, se avete avuto un’idea migliore buttatevi e investite.

Il momento non è dei migliori, certo ma spesso è proprio in momenti bui come questo, in queste pause, che si hanno le intuizioni migliori e si possono generare guadagni. Anche perché, prima o poi, una ripresa ci dovrà essere per forza

Attivita commerciale

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Aprire un’attività commerciale non è più difficoltoso come un tempo perché dopo il decreto Bersani (n. 114 del 31/3/1998) la normativa è stata notevolmente semplificata, tuttavia per poter divenire commerciante occorre possedere alcuni requisiti morali essenziali.
Non possono aprire un loro negozio coloro che sono stati dichiarati falliti, chi è stato condannato per un reato non colposo per il quale è prevista una pena minima di tre anni e chi è sottoposto a norme restrittive come il divieto o l’obbligo di soggiorno oppure la sorveglianza speciale.

Per quel che riguarda la licenza va detto subito che ora vige la liberalizzazione per cui non si deve più richiederla, tranne nel caso in cui si desideri aprire una tabaccheria, questa infatti è una rivendita di prodotti soggetti al Monopolio ed è quindi questo ente che è preposto al rilascio delle licenze. Per qualsiasi altra attività commerciale al dettaglio che si desideri avviare, ammesso che la superficie non superi i 150 metri quadrati nei centri inferiori ai 10.000 abitanti o i 250 metri quadrati negli altri casi, è sufficiente comunicare al comune la data di apertura del proprio negozio almeno trenta giorni prima.
Va notato che nel caso in cui la superficie commerciale superi i limiti indicati si deve richiedere l’autorizzazione alla vendita al Comune, ma se entro 90 giorni non si ottiene riscontro si considera il silenzio come assenso.

Stabilito dunque che la licenza non è più un limite per avviare un’attività commerciale, bisogna invece porre molta attenzione per quel che riguarda i locali dove essa si svolgerà.
Innanzitutto alcuni comuni impongono dei vincoli sulla loro posizione per quel che riguarda l’area o per il rispetto di una certa distanza da un altro esercizio analogo, quindi dopo essersi informati in materia, è necessario accertarsi della destinazione d’uso dei locali scelti: un magazzino non può divenire un negozio, perciò in casi simili bisogna provvedere a far cambiare la destinazione.
Altra formalità importantissima che riguarda sempre i locali dove esercitare l’attività è il fatto che questi devono rispondere ai requisiti stabiliti dall’ASL perché per aprire un negozio è necessario il benestare anche dell’autorità sanitaria. Ci si deve dunque aggiornare presso per gli uffici per conoscere la normativa applicata nella propria zona.

Se si intende trattare prodotti alimentari la legge impone l’obbligo del superamento di un corso preparatorio che viene organizzato periodicamente dalle Camere di Commercio provinciali e che ha lo scopo di istruire i futuri commercianti sull’igiene e le tecniche di conservazione di cibi. Nel caso in cui però si sia lavorato per almeno tre anni negli ultimi cinque presso una rivendita di alimenti il corso non è necessario.

Per quel che riguarda invece gli obblighi amministrativi si deve ricordare che bisogna iscriversi alla Camera di Commercio, all’INAIL e all’INPS e richiedere la partita IVA, inoltre non bisogna dimenticare di comunicare a tutti questi enti la data precisa di inizio dell’attività.

Per avere maggiori informazioni ci si può rivolgere allo sportello SUAP del comune dove si intende aprire l’attività commerciale per conoscere anche gli eventuali vincoli esistenti a livello locale o visitare il sito della Camera di Commercio della propria provincia.

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